Agenda dei primi incontri

–  Individuare, nel calendario, un’ora e un giorno alla settimana da dedicare alla visita di una diversa struttura/direzione/ufficio dell’ateneo. – Sollecitare da ogni categoria/ruolo candidature spontanee per partecipare alla squadra di governo e per rappresentare UniCA in diverse reti internazionali nel campo della didattica, della ricerca, dei diritti e la partecipazione a gruppi di lavoro su tematiche di innovazione.  

Prima settimana

– Incontri operativi con il Direttore Generale, i Dirigenti, i Direttori (Nucleo di Valutazione, Dipartimenti, Presidio della Qualità e tutti gli organi interessati), i Presidenti dei Consigli di Facoltà per illustrare le principali idee strategiche e definire le modalità di interazione e condivisione degli obiettivi. – Definire insieme alla DRSI una piattaforma di condivisione e discussione.

Entro il primo mese

– Avviare la revisione critica di tutti i regolamenti e processi, stimolando il contributo di tutti i dipendenti, tramite la piattaforma di condivisione, per individuare criticità nel loro impiego quotidiano e opportunità di semplificazione. – Avviare la revisione dello statuto, in particolare, ma non solo, sul ruolo di dipartimenti e facoltà, sui regolamenti elettorali, sull’identificazione di ruoli e centri decisionali.

Primi incontri con direzioni, dipartimenti, facoltà

– Sviluppare un documento schematico e operativo sulle criticità del sistema informativo; fissare un incontro con CINECA per ribadire le nostre priorità e definire modalità e tempi di intervento. – Pianificare la digitalizzazione dei processi gestionali, amministrativi e didattici.

– Selezionare attività trasversali ai dipartimenti/direzioni/CdS/facoltà. Formare e attivare task force miste (docenti/TA/studenti) per l’ottimizzazione dei relativi processi e dei flussi di comunicazione. – Individuare sedi adatte alla realizzazione di asili nido a supporto della genitorialità. – Definire un insieme di competenze trasversali (progettualità, comunicazione, lingue) per avviare programmi di formazione interna. – Prospettare incentivi alla progettualità europea.

Primi incontri sulla didattica con direttori di dipartimenti, presidenti facoltà, coordinatori di CdS, coordinatori di dottorato, direzioni competenti, rappresentanti degli studenti

– Condividere l’analisi delle criticità su tutti i livelli della didattica. – Pianificare incisive azioni di orientamento in ingresso, in coordinamento con gli istituti superiori di tutta la Sardegna. – Promuovere l’attrattività per studenti stranieri, partendo dagli accordi Erasmus+ esistenti e potenziandoli.

– Attivare azioni di orientamento e mentoring, anche grazie al contributo di ex studenti e laureati, per il sostegno, l’inclusione e l’incentivazione degli studenti. – Pianificare e sostenere azioni incisive di orientamento post-lauream con il coinvolgimento delle realtà economiche regionali/nazionali/internazionali. – Sollecitare e favorire il sostegno alla partecipazione a progetti internazionali per la mobilità nel campo del terzo livello della didattica.

– Individuare indirizzi/corsi di laurea adatti e disponibili all’internazionalizzazione. – Avviare un processo di mappatura della didattica erogata per trovare sinergie fra CdS e massimizzare il rendimento in termini di costi standard, garantendo al tempo stesso ricchezza, pluralità e diversità dei corsi di studio. – Creare un team trasversale per l’analisi delle carriere degli studenti per identificare profili critici e/o a rischio.

Primo incontro con rettore UniSS

– Condividere esigenze e strategie per ridiscutere l’accordo sul servizio sanitario nazionale con la RAS. – Pianificare indagine sulle rispettive offerte didattiche che evidenzi possibili sinergie. – Impostare un documento di collaborazione sulla ricerca per maggiore incisività nella partecipazione a bandi competitivi. – Programmare attività comuni di promozione dell’imprenditorialità frutto della ricerca universitaria e di trasferimento tecnologico/culturale.

Primo incontro con la RAS

– Avviare una discussione volta a garantire il completo diritto allo studio anche tramite una revisione del ruolo dell’ERSU e un ripensamento della sua interazione con Ateneo. – Riesaminare e discutere la convenzione per la AOU. – Progettare nuove azioni di orientamento e contro la dispersione universitaria e nuovi modelli di finanziamento di tali attività.

– Sviluppare progetti speciali legati alla Smart Specialization Strategy sul modello che ha portato l’Università di Trento ad eccellere, ma applicato a sfide sociali e tematiche orizzontali. – Trovare sinergie e convergenze su progetti di valorizzazione di edifici in via di dismissione. – Individuare opportunità di collaborazione per iniziative di innovazione e creatività giovanile che coinvolgano le direzioni pertinenti, i CdS e i dottorati.

Primo incontro con Commissario AOU

– Affermare l’importanza di ricerca e didattica in AOU come parte inscindibile del trinomio assistenza/didattica/ricerca: valutare le implicazioni su mansioni e pianta organico. – Aprire un tavolo sulla questione salario accessorio del personale universitario assegnato alla AOU per le attività assistenziali. – Discutere come promuovere, sviluppare e condividere servizi nella cittadella di Monserrato per renderla un vero campus fruibile per un orario più esteso.

Primi incontri con il Comune di Cagliari e altri enti locali

– Definire tempistiche per la realizzazione del Campus di Viale LaPlaya e avviare discussione su altre strutture in dismissione. – Studiare strategie di sfruttamento degli spazi cittadini per occasioni di aggregazioni studentesche. – Definire un’agenda dei prossimi incontri e pianificare manifestazioni per la diffusione della cultura, anche scientifica. – Individuare sinergie per la valorizzazione del patrimonio naturalistico museale.

Prima assemblea con i precari della ricerca

– Illustrare le iniziative per aumentare la conoscenza degli strumenti della progettazione europea, incentivandone la partecipazione anche come coordinatori per lo sviluppo di una carriera accademica. – Definire criteri trasparenti e regole chiare per la valutazione dell’attività e la programmazione delle risorse.

Prima assemblea con gli studenti

– Definire modalità e tempi di collaborazione, interazione, inclusione. – Individuare criticità nell’erogazione dei servizi alla didattica e dell’offerta formativa, partendo dall’esperienza diretta di aula. – Presentare le metodologie individuate per l’utilizzo di spazi universitari anche fuori orario per favorire aggregazione e senso di appartenenza. – Analizzare le specifiche problematiche degli studenti lavoratori.

– Illustrare il progetto di organizzazione di visite di orientamento nelle strutture per far conoscere le attività di ricerca e sviluppo. – Mostrare e promuovere i nuovi strumenti di comunicazione fra istituzione e strutture dell’Ateneo e studenti. – Fare il punto sulle problematiche del diritto allo studio. – Illustrare iniziative specifiche per dottoranti e specializzandi in tema di internazionalizzazione.

Prima assemblea con il personale tecnico-amministrativo

– Definire modalità di interazione frequente. – Individuare criticità nello svolgimento della propria attività. – Definire tavoli di lavoro sulle criticità più evidenti allo scopo di ridiscutere processi ed eventualmente cambiamenti di statuto/regolamenti. – Programmare azioni per la valorizzazione del personale e della sua formazione.

Primo tavolo di confronto con i Sindacati

– Discutere tutte le problematiche relative al personale emerse durante le assemblee per condividere soluzioni tecniche e operative.

Prime riunioni con centri di ricerca (CNR, CRS4, INAF, INFN…)

– Pianificare accordi che consentano lo sviluppo di attività di ricerca congiunte e sinergie sull’offerta formativa. – Definire agende di incontri che permettano una maggiore conoscenza reciproca.

Prima riunione organi accademici

– Gestire le pratiche di normale amministrazione e incombenze di inizio mandato. – Portare in discussione tutti i temi emersi dai “primi incontri”.